Chirurgia tradizionale della tiroide

In molti casi non è possibile ricorrere alla chirurgia mininvasiva della tiroide: soprattutto se la quantità di tessuto da asportare è troppo grande, se l’intervento si prospetta complesso, o se il chirurgo non pratica questo tipo di chirurgia. In questi casi si eseguirà un intervento definito tradizionale.

Che cos’è?

Nell’approccio tradizionale, l’intervento ha luogo praticando un’incisione cutanea di circa 2-8 cm sulla porzione inferiore del collo. La cute e la muscolatura vengono divaricate per esporre la tiroide. Per ridurne la visibilità l’incisione viene in genere praticata su una piega della cute del collo.

L’irrorazione sanguigna viene interrotta e così il chirurgo può asportare la ghiandola in modo parziale o completo.

Durante l’operazione, il chirurgo provvederà a individuare ed evitare di danneggiare i nervi della laringe o le corde vocali, che si trovano giusto dietro la tiroide.

Lesionarli può compromettere gravemente la capacità di parlare, deglutire o respirare. Il sistema di neuromonitoraggio può aiutare il chirurgo a individuare questi nervi, monitorarli e confermare che non siano stati lesionati durante l’operazione.

Il chirurgo provvederà anche a individuare e preservare le quattro piccole ghiandole paratiroidee, collocate nei pressi della tiroide, che producono un ormone chiamato paratormone il quale controlla i livelli di calcio nel sangue.

Rischi e benefici

Il beneficio principale della chirurgia della tiroide è che dovrebbe alleviare alcuni o tutti i sintomi delle disfunzioni tiroidee.

È importante chiedere al dottore spiegazioni dettagliate in merito a rischi e benefici dell’intervento, e conoscerne l’esperienza rispetto a questo tipo di procedura. Come in tutte le operazioni, possono sopraggiungere eventuali complicazioni durante o dopo l’intervento, quali:

Cicatrice: Comparirà una cicatrice, che di solito svanisce in una linea sottile che sembrerà una grinza sul collo. Tuttavia, c’è il rischio che la cicatrice non guarisca come sperato e possa diventare più estesa e/o più pronunciata di quanto previsto. Si può anche verificare una perdita di sensibilità nella zona della cute ripiegata durante l’intervento per consentire al chirurgo di visualizzare la tiroide chiaramente.

Integrazione degli ormoni tiroidei: In base alla porzione di tiroide estratta, è probabile che il paziente dovrà sottoporsi a una terapia di integrazione ormonale in seguito all’intervento.

Ipoparatiroidismo: Le ghiandole paratiroidee, che si trovano in prossimità della tiroide, hanno il compito di controllare i livelli di calcio nel corpo. Se vengono lesionate durante l’intervento, può verificarsi un arresto funzionale temporaneo o (di rado) permanente, con un conseguente abbassamento dei livelli di calcio, detto ipocalcemia. L’ipoparatiroidismo temporaneo coinvolge circa il 7% dei casi. I suoi sintomi, che di solito compaiono nei primi giorni dopo l’intervento e durano circa una settimana, possono comprendere:

  • intorpidimento e formicolio su labbra, mani e pianta del piede,
  • pizzicore sulla cute,
  • crampi e spasmi muscolari,
  • forti cefalee,
  • ansia,
  • depressione.

Questi sintomi possono essere trattati con compresse di calcio.

Lesione dei nervi laringei: I nervi che controllano la voce (nervi laringei) si trovano molto vicini alla tiroide. Il rischio che vengano lesionati durante l’intervento è pari a un caso su 250 interventi alla tiroide1. È probabile che questa lesione sia temporanea e possa provocare cambiamenti nella voce, come:

  • difficoltà a impostare la voce,
  • raucedine,
  • difficoltà fonatoria,
  • riduzione dell’estensione vocale.

In genere, le alterazioni permanenti sono rare e la voce ritorna alla normalità entro qualche settimana. Per ridurre il rischio di lesione dei nervi durante l’intervento, Medtronic ha sviluppato un sistema di neuromonitoraggio. Durante un intervento mininvasivo o tradizionale alla tiroide, questo sistema di neuromonitoraggio consente al chirurgo di individuare i nervi a rischio, monitorare le funzioni nervose e preservare l’integrità dei nervi.

Se si verifica un’alterazione nella funzione nervosa, il sistema avverte il chirurgo e il suo staff con un segnale visivo e sonoro. Il sistema di neuromonitoraggio di Medtronic consente di ridurre il rischio di lesione dei nervi durante l’intervento, aumentando la sicurezza e la tranquillità di pazienti e chirurghi.

Rischi chirurgici generali: Come in tutti gli interventi, in seguito all’operazione esiste il rischio di emorragia, di problemi legati all’anestesia e di infezione. È importante informarsi con il proprio medico circa le complicazioni potenziali dell’intervento.

Riferimenti bibliografici

  1. Thomusch O, Sekulla C, Walls G, et al. Intraoperative neuromonitoring of surgery for benign goiter. Am J Surg 2002;183:673-8.

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Ultimo aggiornamento: 12 12 2010

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