Chirurgia non invasiva della tiroide

Attualmente alcuni chirurghi dispongono di tecniche avanzate per operare sulla tiroide. Questo intervento ha luogo mediante un’incisione molto piccola praticata a una certa distanza dalla ghiandola, come sotto l’ascella o sul petto. Durante l’operazione il chirurgo può essere coadiuvato da un endoscopio. Il chirurgo valuterà le opzioni chirurgiche disponibili in base ai bisogni del paziente, alla propria esperienza e alla strumentazione dell’ospedale. L’approccio mininvasivo non è applicabile a tutti i casi.

Che cos’è?

  • La tiroidectomia video-assistita mininvasiva (MIVAT) è un’evoluzione della chirurgia endoscopica in cui si impiegano endoscopi e videoscopi.
  • La chirurgia endoscopica prevede l’impiego di una microcamera inserita nel collo o sotto il braccio. L’incisione è di solo 1.5-3 cm di lunghezza. Nella zona del collo può essere pompata anidride carbonica per facilitare la visione e l’operazione sulla ghiandola. Quindi si pratica una seconda incisione e vi si inserisce un tubo sottile con l’estremità a forma di bisturi, il quale ha la funzione di asportare la tiroide.
  • La chirurgia robotica endoscopica è l’evoluzione più recente della chirurgia tiroidea. L’impiego dei robot fornisce al chirurgo un’immagine ingrandita tridimensionale dell’area su cui opera. Consente anche di eseguire movimenti estremamente precisi, grazie alla trasformazione degli ampi movimenti delle mani del chirurgo in movimenti millimetrici eseguiti dagli strumenti chirurgici del sistema robotico.

A prescindere dal metodo chirurgico applicato, l’irrorazione sanguigna della ghiandola viene interrotta. Il chirurgo quindi separa la trachea dalla tiroide ed asporta la tiroide in modo parziale o completo.

Durante l’operazione, il chirurgo provvederà a individuare ed evitare di danneggiare i nervi della laringe che si trovano giusto dietro la tiroide. Lesionarli può compromettere gravemente la capacità di parlare, deglutire o respirare. Il sistema di neuromonitoraggio di Medtronic può aiutare il chirurgo a individuare questi nervi, monitorarli e confermare che non siano stati lesionati durante l’operazione.

Il chirurgo provvederà anche a individuare e preservare le quattro piccole ghiandole paratiroidee, collocate nei pressi della tiroide, che producono un ormone chiamato paratormone, il quale controlla i livelli di calcio nel sangue.

Rischi e benefici

Il beneficio principale della chirurgia della tiroide è che dovrebbe alleviare alcuni o tutti i sintomi delle disfunzioni tiroidee.

I benefici principali dell’approccio mininvasivo è che consente di diminuire i dolori postoperatori, velocizzare il recupero e la cicatrice che rimane è molto più piccola rispetto a quella che lascia il metodo tradizionale.

È importante chiedere al medico spiegazioni dettagliate in merito a rischi e benefici dell’intervento, e conoscerne l’esperienza rispetto a questo tipo di procedura. Come in tutte le operazioni, possono sopraggiungere eventuali complicazioni durante o dopo l’intervento.

Integrazione degli ormoni tiroidei: In base alla porzione di tiroide estratta, è probabile che il paziente dovrà sottoporsi a una terapia di integrazione ormonale in seguito all’intervento.

Ipoparatiroidismo: Le ghiandole paratiroidee, che si trovano in prossimità della tiroide, hanno il compito di controllare i livelli di calcio nel corpo. Se vengono lesionate durante l’intervento, può verificarsi un arresto funzionale temporaneo o (di rado) permanente, con una conseguente abbassamento dei livelli di calcio, detto ipocalcemia. L’ipoparatiroidismo temporaneo coinvolge circa il 7% dei casi. I suoi sintomi, che di solito compaiono nei primi giorni dopo l’intervento e durano circa una settimana, possono comprendere: 

  • intorpidimento e formicolio su labbra, mani e pianta del piede,
  • pizzicore sulla cute,
  • crampi e spasmi muscolari,
  • forti cefalee,
  • ansia,
  • depressione.

Questi sintomi possono essere trattati con compresse di calcio.

Lesione dei nervi laringei: I nervi che controllano la voce (nervi laringei) si trovano molto vicini alla tiroide. C’è un rischio che possano venire lesionati durante l’intervento, pari a un caso su 250 interventi alla tiroide1. È probabile che questa lesione sia temporanea e possa provocare cambiamenti nella voce, come:

  • difficoltà a impostare la voce,
  • raucedine,
  • difficoltà fonatoria,
  • riduzione dell’estensione vocale.

In genere, le alterazioni permanenti sono rare e la voce ritorna alla normalità entro qualche settimana. Per ridurre il rischio di lesione dei nervi durante l’intervento, Medtronic ha sviluppato un sistema di neuromonitoraggio. Durante un intervento mininvasivo o tradizionale alla tiroide, il sistema consente al chirurgo di individuare i nervi a rischio, monitorare le funzioni nervose e preservare l’integrità dei nervi.

Se si verifica un’alterazione nella funzione nervosa, il sistema avverte il chirurgo e il suo staff con un segnale visivo e sonoro. Il sistema di neuromonitoraggio di Medtronic consente di ridurre il rischio di lesione dei nervi durante l’intervento, aumentando la sicurezza e la tranquillità di pazienti e chirurghi.

Rischi chirurgici generali: Come in tutti gli interventi, in seguito all’operazione esiste il rischio di emorragia, di problemi legati all’anestesia e di infezione. È importante informarsi con il proprio medico circa le complicazioni potenziali dell’intervento.

Riferimenti bibliografici

  1. Thomusch O, Sekulla C, Walls G, et al. Intraoperative neuromonitoring of surgery for benign goiter. Am J Surg 2002;183:673-8.
  2. Perigli G et al. Clinical benefits of minimally invasive techniques in thyroid surgery. World J Surg 2008;Jan;32(1):45-50

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Ultimo aggiornamento: 19 11 2010

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