La storia di Ian

Ian

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Eseguire gli esercizi durante gli allenamenti non è un problema per Ian, giovane dedito al calcio e all'atletica leggera, ma salire una rampa di scale il giorno successivo per andare a lezione è tutta un'altra storia. Consultò per la prima volta un cardiologo all'età di 17 anni, quando scoprì di avere un soffio al cuore e un prolasso della valvola mitrale. Il problema non si risolse con il tempo e la cardiomiopatia ipertrofica continuò a ripresentarsi negli anni seguenti.

Dopo l'impianto di un defibrillatore, Ian racconta di aver dovuto modificare alcune delle sue abitudini sportive ma anche di essersi trasformato dal golfista mediocre che era in un golfista di livello nettamente superiore. "L'intervento non ha compromesso le mie possibilità di continuare a perfezionarmi nella disciplina del golf". Ian pratica anche jogging e sollevamento pesi e adora giocare a biliardo.

Ian ha ricevuto degli shock terapeutici dal suo defibrillatore impiantabile e racconta che, sebbene fosse abbastanza ansioso in merito alla faccenda, "è stata più una questione di riprendere in mano le vecchie abitudini e convincermi che il dispositivo fosse lì per un motivo. E non certo per rallentarmi, né per ostacolarmi. Era lì per proteggermi la vita, per aiutarmi nel caso in cui qualcosa fosse andato storto".

Ian ha ripreso la sua solita vita, soltanto prestando maggiore attenzione a ciò che mangia e beve e al modo in cui pratica attività fisica. Ci tiene a sottolineare che un dispositivo cardiaco aiuta a continuare a vivere, intervenendo nel caso in cui si dovesse verificare un episodio pericoloso di aritmia. "È lì per una ragione ed è importante andare avanti con la propria vita seguendo le istruzioni del medico; il dispositivo è lì per proteggerti".

Alla domanda se consiglierebbe l'impianto di un dispositivo cardiaco, Ian risponde: "Assolutamente. Se il medico ha indicato la necessità di un dispositivo, io raccomanderei di seguire il consiglio perché, e parlo per esperienza diretta, io non sarei qui senza. Di certo, chiunque abbia in programma di sottoporsi a un intervento di questo genere non può non essere in ansia. Ma se i medici stanno valutando e consigliano questa opzione, molto probabilmente lo fanno a ragion veduta e molto probabilmente il paziente, prima o poi, avrà motivo di ringraziare il medico e quelli della Medtronic per averlo spinto in tale direzione".

Questa storia racconta l'esperienza di un paziente sottoposto a terapia con ICD. Medtronic, Inc. ha invitato questa persona a condividere il suo caso. Si rammenta che le esperienze riportate sono specifiche del singolo paziente. I risultati possono variare, così come le reazioni.

Questa testimonianza riflette un'esperienza personale. Non tutte le persone potrebbero ottenere lo stesso risultato clinico. Ti consigliamo di confrontarti con il tuo specialista di riferimento per considerare tutte le opzioni terapeutiche.

Ultimo aggiornamento: 16 11 2010

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