La storia di Dawn

Prima di quel lontano giorno di gennaio del 1987 quando, durante una lezione del suo ultimo anno di liceo, perse improvvisamente i sensi, Dawn non aveva mai avuto gravi problemi di salute. In seguito allo svenimento, però, la ragazza cominciò ad accusare perdite di memoria a breve termine, eventi che, come avrebbe appreso più tardi, sono di fatto abbastanza comuni tra le persone con disturbi del ritmo cardiaco.

Diversi mesi dopo, Dawn ricevette una diagnosi di tachicardia ventricolare e sindrome del QT lungo. "La cosa mi spaventò alquanto", ricorda.

Il trattamento con ICD

Grazie a una terapia farmacologica a base di betabloccanti, per i successivi 11 anni non si verificarono più problemi di ritmo cardiaco di particolare gravità. Quando gli svenimenti ripresero, nel 1998, il medico consigliò l'impianto di un defibrillatore cardioverter (ICD) Medtronic.

Nel 2000, Dawn e suo marito decisero di ampliare la famiglia, un progetto che, come raccontano, "non sarebbe nemmeno mai stato ipotizzabile senza l'ICD". Il giorno immediatamente successivo alla sospensione dei betabloccanti, necessaria in vista della gravidanza, il dispositivo ICD erogò il primo shock terapeutico. Dawn continuò a manifestare alcuni problemi di ritmo cardiaco durante la gravidanza, ma nel maggio 2001 dette alla luce una bella e sana bambina.

Una soluzione semplice per il follow-up

Ora che doveva accudire la bambina, tuttavia, Dawn si trovò ad affrontare nuove difficoltà. L'intervallo tra le visite elettrofisiologiche per i controlli periodici, prima previste ogni 3-4 mesi, fu ridotto a 2 mesi giacché la batteria dell'ICD era prossima all'esaurimento. Dawn, inoltre, fu invitata ad astenersi dalla guida per diversi mesi dopo l'erogazione periodica di uno shock terapeutico da parte del dispositivo. Il fatto di dover dipendere dagli altri per raggiungere la clinica, distante soltanto 15 minuti, faceva sì che Dawn si sentisse "un peso", in particolare quando, per accompagnarla, il marito doveva assentarsi dal lavoro.

All'inizio del 2003, la clinica propose una soluzione che le avrebbe assicurato una maggiore libertà e tranquillità: il sistema di telemonitoraggio cardiaco di Medtronic, un servizio di monitoraggio a distanza per i pazienti con dispositivi cardiaci. Utilizzando il monitor portatile associato al sistema, Dawn era ora in grado di trasmettere i dati del suo ICD alla clinica utilizzando una normale linea telefonica da casa o da qualsiasi altro luogo in territorio statunitense. "È così facile da usare. Mi ci è voluto un attimo per capire come funzionava", spiega.

La praticità del sistema di telemonitoraggio cardiaco di Medtronic

Tre mesi dopo avere ricevuto il monitor, Dawn ebbe un'esperienza insolita, ma non avrebbe saputo dire con certezza se si fosse trattato di uno shock o di un sogno. Contattò immediatamente la sua clinica, la Cardiology Consultants P.A. di Newark, e fu invitata a trasmettere i dati registrati dall'ICD tramite il sistema di telemonitoraggio cardiaco di Medtronic. "Cinque minuti più tardi, l'infermiera del reparto di elettrofisiologia mi richiamò per fornirmi i dettagli di ciò che in effetti era stato uno shock erogato dall'ICD durante una transitoria perdita di coscienza. Senza il servizio di telemonitoraggio cardiaco, recarmi alla clinica sarebbe stato complicato avendo una bambina piccola e non potendo guidare".

Nel giugno del 2003 Dawn e la sua famiglia decisero di partire per trascorrere un periodo di villeggiatura in un luogo a quattro ore di viaggio da casa, ma non senza il monitor per il telemonitoraggio di Medtronic. "Prima dell'arrivo del monitor, l'idea di mettermi in viaggio e di allontanarmi così tanto da casa e dalla clinica mi avrebbe molto preoccupata", racconta. "Il fatto di avere il monitor con me e di sapere che posso connettermi con la clinica in un paio di minuti è un grande sollievo".

Questa storia racconta l'esperienza di una paziente sottoposta a terapia con ICD. Medtronic, Inc. ha invitato questa persona a condividere il suo caso. Si rammenta che le esperienze riportate sono specifiche del singolo paziente. I risultati possono variare, così come le reazioni.

Questa testimonianza riflette un'esperienza personale. Non tutte le persone potrebbero ottenere lo stesso risultato clinico. Ti consigliamo di confrontarti con il tuo specialista di riferimento per considerare tutte le opzioni terapeutiche.

Ultimo aggiornamento: 16 11 2010

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