La storia di Amanda

In seguito a una visita medica scolastica, Amanda e sua madre furono informate circa una curvatura nella colonna vertebrale della ragazza. La ginnasta e giocatrice di pallavolo di 13 anni non diede grande importanza alla diagnosi di scoliosi, almeno in quel momento.

Quando l'anno seguente scoprì che la curvatura era peggiorata e che presto avrebbe dovuto ricorrere al trattamento chirurgico della scoliosi per risolvere il problema, iniziò a pensare che la sua carriera sportiva sarebbe finita, o che si sarebbe ridotta al minimo.

Nessun'altra ragazzina era mai stata così felice di finire in ospedale!

Vivere con la scoliosi

Quando Amanda ricevette per la prima volta la diagnosi di scoliosi durante le scuole medie, dall'esame radiografico emerse che presentava una curvatura primaria toracolombare (parte medio-bassa della schiena) di circa 40 gradi, con una piccola curvatura toracica (parte medio-alta della schiena) compensativa di circa 34 gradi.

Su indicazione del medico, dovette indossare di notte un tutore ortopedico Charleston per cercare di stabilizzare la curvatura della colonna vertebrale ed evitare che peggiorasse.

Per il dolore alla schiena che insorgeva da un momento all'altro ("Stavo bene e dopo un minuto mi sentivo a pezzi", afferma), Amanda si rivolse a un chiropratico e iniziò ad assumere i farmaci prescritti dal suo medico. Nonostante questi provvedimenti aiutassero Amanda a gestire il dolore e a continuare a svolgere le sue normali attività scolastiche ed extra-scolastiche, furono poco efficaci nell'evitare che la curvatura degenerasse a una velocità tale da preoccupare il medico e i familiari.

All'epoca della prima visita con il Dr. Stephen Enguidanos dell'Orthopaedic and Spine Surgery Center di Niceville, in Florida, lo specialista nel trattamento della scoliosi a cui era stata indirizzata dopo circa un anno dalla diagnosi iniziale, la curvatura primaria di Amanda aveva raggiunto i 54 gradi e la curva compensatoria i 46 gradi.

"Quando visitai Amanda per la prima volta, osservai le radiografie realizzate nei sei mesi precedenti e temetti che la curvatura si sarebbe aggravata ulteriormente e in tempi brevi", afferma il Dr. Enguidanos. "Si trattava di una curvatura decisamente aggressiva e non era possibile fermarla con un semplice tutore ortopedico".

Preparazione all'intervento

Molti ragazzi, ma anche molti adulti, sarebbero terrorizzati all'idea di sottoporsi a un intervento di chirurgia vertebrale. Ma non Amanda! Secondo sua madre, Julie, una volta stabilito che l'opzione di trattamento migliore fosse l'intervento chirurgico, Amanda fu subito psicologicamente pronta ad affrontarlo e a superarlo. 

Una delle ragioni per cui Amanda si sentiva così sicura era il legame creatosi tra lei e la sua famiglia e il medico e il suo staff, a detta del Dr. Enguidanos, un aspetto fondamentale del trattamento, soprattutto per i pazienti giovani.

"La ricostruzione vertebrale è un intervento molto impegnativo", afferma il Dr. Enguidanos. "Perciò è importante instaurare un ottimo rapporto con il paziente e i familiari prima di realizzarlo. In questo modo posso conoscerli meglio e aiutarli a capire cosa comporta l'intervento e a risolvere i dubbi che si presentano lungo il percorso".

Quando si sottopose all'intervento, Amanda frequentava il primo anno di scuola superiore. "L'operazione andò nel migliore dei modi", afferma il Dr. Enguidanos. "Dopo l'intervento, i dolori erano minimi e la degenza procedette molto bene".

Amanda lasciò l'ospedale 4 giorni dopo e prima di tornare a scuola affrontò un periodo di recupero a casa di 5 settimane. In quelle settimane, Amanda studiò con un tutor per rimanere al passo con i suoi compagni e riuscì anche a dare gli esami scolastici in tempo. La ragazza si accorse anche di un altro vantaggio dell'intervento chirurgico: era cresciuta di ben 7,6 cm in altezza!

Verso la guarigione

In concomitanza con il rientro a scuola, Amanda iniziò a sottoporsi a fisioterapia per rafforzare e favorire l'allungamento dei muscoli della schiena e per mantenere in forma il suo corpo. Tuttavia, dovette posticipare la ripresa delle lezioni di danza, di ginnastica e delle altre attività sportive per dare il tempo alle vertebre e agli strumenti inseriti nella colonna vertebrale di stabilizzarsi e di guarire in modo adeguato.

Ma l'attesa non durò a lungo. "Per i primi mesi non dovetti esagerare, ma poi ripresi gradualmente a fare tutte le cose che amavo", dice Amanda. "Mi sembra di essere guarita davvero velocemente e ora sono tornata alla normalità".

Amanda ammette di avere temuto che l'intervento chirurgico correttivo della scoliosi avrebbe ridotto la sua mobilità e compromesso la sua carriera sportiva agonistica.

Oggi, Amanda frequenta l'ultimo anno della Freeport High School ed è felice di potere dare il massimo come cheerleader, ballerina e ginnasta. "Se non si fosse sottoposta all'intervento in quel periodo, non ho idea di come sarebbe ora la sua vita", dice la madre, Julie. "Sono davvero felice degli obiettivi che ha raggiunto. È in grado di fare tutto ciò che vuole e ne è estremamente entusiasta. È una ragazza determinata e niente può fermarla".

Leggendo la presente testimonianza è bene ricordare che tutti i risultati relativi al trattamento e agli outcome sono specifici per ogni singolo paziente e i risultati possono variare. Complicazioni come infezioni, emorragie o danni neurologici, rappresentano alcuni dei potenziali rischi avversi associati a chirurgia vertebrale. Si consiglia di rivolgersi al proprio medico curante per un elenco completo delle indicazioni, delle avvertenze, delle precauzioni, degli eventi avversi, dei risultati clinici e di altre importanti informazioni mediche.

Questa testimonianza riflette un'esperienza personale. Non tutte le persone potrebbero ottenere lo stesso risultato clinico. Ti consigliamo di confrontarti con il tuo specialista di riferimento per considerare tutte le opzioni terapeutiche.

Ultimo aggiornamento: 13 12 2010

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