La storia di Chris

Vivere con la malattia di Parkinson

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Chris e la malattia di Parkinson

Chris ha lavorato per anni come trasportatore. Fisicamente attivo, uno sportivo ai tempi della scuola, nel tempo libero amava tenersi impegnato come tuttofare e giardiniere.

Chris aveva da tempo superato i quarant'anni ma era ancora un uomo in forma quando, un giorno, passeggiando con una delle tre figlie, notò qualcosa di strano. "All'improvviso il braccio destro smise di oscillare", racconta. "Cominciai anche a trascinare il piede. Non avevo la più pallida idea di che cosa stesse accadendo".

Il medico stabilì che i sintomi fossero da interpretarsi come un indizio di malattia di Parkinson e suggerì una visita specialistica da un neurologo, il quale confermò la diagnosi.

Con il trascorrere del tempo, i sintomi peggiorarono. I farmaci erano di aiuto, ma soltanto in una certa misura, e i momenti di "inabilità" di Chris non diminuivano.

A un anno dalla diagnosi Chris aveva perso l'uso della mano destra, per cui non poteva più scrivere. Si muoveva con lentezza e rigidità, soffriva di crampi e la testa aveva movimenti involontari. Pochi anni più tardi, l'assunzione di cospicue dosi di farmaci portò allo sviluppo di discinesie (movimenti involontari).

Chris dovete smettere di guidare e incominciò occuparsi delle operazioni di carico dei mezzi. "Fondamentalmente la mia vita si era ridotta a due attività: lavorare e dormire", racconta. Infine, il neurologo gli parlò della terapia con stimolazione cerebrale profonda (DBS) di Medtronic per il trattamento della malattia di Parkinson. Dopo aver seguito un seminario sulla DBS, Chris decise di sottoporsi alla procedura.

Come la DBS ha aiutato Chris

La DBS utilizza un dispositivo medico impiantato chirurgicamente, simile a un pacemaker cardiaco, per inviare stimoli elettrici a determinate aree del cervello. La stimolazione avviene attraverso un filo a uso medico chiamato elettrocatetere che viene inserito sottopelle.

La stimolazione di queste aree blocca i segnali che provocano i sintomi motori disabilitanti della malattia di Parkinson. Per ottimizzare i benefici del trattamento, è possibile regolare la stimolazione elettrica in modo non invasivo. Risultato: i soggetti come Chris vanno incontro a un alleviamento dei sintomi associati alla malattia di Parkinson.1

Il giorno dell'intervento, Chris trascorse molte ore in sala operatoria e fu ricoverato per la notte. Poche settimane più tardi si procedette all'attivazione del sistema di DBS. Dopo qualche aggiustamento dei parametri, Chris sentì sciogliersi i muscoli del corpo, e la mattina successiva la situazione era persino migliore.

Il giorno in cui riprese il lavoro di carico merci, Chris si sentiva una persona nuova. "Sapevo che non avrei più dovuto affrontare i soliti problemi la mattina", spiega. "In genere, per un'ora e mezza dopo il risveglio, mi trovavo a muovermi a scatti e a camminare in maniera strana. Ma dopo l'intervento tutto ciò non era più che un ricordo. E al lavoro mi sentivo molto più sicuro di me".

Rischi associati all'intervento e alla stimolazione

Tra i rischi della terapia con DBS rientrano i rischi correlati all'intervento chirurgico, gli effetti collaterali e le complicanze legate al dispositivo. L'impianto di un sistema di neurostimolazione presenta gli stessi rischi associati a qualsiasi altro tipo di chirurgia cerebrale. Per quel che riguarda il dolore, Chris ha lamentato alcuni fastidi in corrispondenza del sito di impianto dello stimolatore.

"La vita è possibile anche con il Parkinson"

Per Chris, la parte migliore della terapia con DBS è stata la possibilità di tornare a svolgere attività che il Parkinson gli aveva precluso. Oggi passa molto tempo in giardino, intento a raccogliere gli ortaggi, oppure in cortile a giocare a basket con la figlia Trisha.

Chris si reca dal neurologo per le periodiche sessioni di programmazione. Sebbene la malattia di Parkinson sia una patologia progressiva, la DBS può essere regolata in modo tale da alleviare alcuni dei sintomi progressivi. "Grazie alla DBS sono tornato a credere che la vita è possibile anche con il Parkinson", afferma Chris. "Certo, so di non essere guarito, ma ora la malattia è sotto controllo".

Questa testimonianza riflette un'esperienza personale. Non tutte le persone potrebbero ottenere lo stesso risultato clinico. Ti consigliamo di confrontarti con il tuo specialista di riferimento per considerare tutte le opzioni terapeutiche.

Ultimo aggiornamento: 15 12 2010

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