La storia di Stacey

Stacey, herniated disc patient

Stacey e l'ernia del disco

"Nel 1992, conseguii la laurea in fisioterapia e in scienze motorie presso l'Università del Wisconsin-Madison. Durante il tirocinio presso il centro di medicina sportiva dell'università, mi occupai di una paziente che ambiva a partecipare al triathlon. Nel corso delle nostre sessioni terapeutiche diventammo molto amiche e mi convinse a partecipare con lei all'evento sportivo.

La mia prima gara ebbe luogo nel giugno del 1995 e nell'ottobre dello stesso anno partecipai per la prima volta all'Ironman, in Florida," afferma Stacey. L'Ironman è un triathlon le cui prove consistono in 3,8 km a nuoto, 180 km in bicicletta e 42 km di corsa.

"Mi feci prendere dalla febbre dell'Ironman e assunsi Jim Bruskewitz come allenatore. Jim è un campione di fama mondiale e vive a Madison. La stagione del 1996 fu un'esperienza fantastica che mi portò in posti come San Francisco, per il triathlon tenutosi nell'isola di Alcatraz, e a Penticton, nella provincia di Columbia Britannica, per l'Ironmen del Canada.

Ma l'apice della mia carriera fu nel 1997. Viaggiai da costa a costa, gareggiando quasi tutti i fine settimana da giugno ad agosto in posti come il Tennessee, la Florida, l'Illinois, il New Hampshire e la California. Nel mese di giugno partecipai al triathlon di Vineman, all'Ironman di Santa Rosa, in California, e mi qualificai quinta tra tutte le donne e prima nella mia categoria (25-29 anni) con un tempo di 10 ore e 54 minuti.

Nel 1998 non partecipai a nessuna gara per via della nascita di mia figlia Camille, nel mese di ottobre. Nel 1999 presi parte ai triathlon olimpici su distanze più brevi, tra cui il National Championships, in Florida. Anche il 2000 fu un anno piuttosto tranquillo. Infatti, nel mese di novembre nacque mio figlio Wyatt", aggiunge Stacey.

Vivere con il dolore

"Avevo progettato di tornare a gareggiare all'Ironman, ma, purtroppo, nel dicembre del 2001, ebbi un incidente d'auto. L'incidente non fu grave, ma sei settimane dopo subii un tamponamento. In quel momento non ne ero a conoscenza, ma i due incidenti avevano causato un'ampia ernia centrale del disco cervicale C6-C7".

L'ernia discale si verifica quando il rivestimento esterno del disco si lacera e il nucleo polposo fuoriesce dalle aperture createsi, causando un'erniazione, una protrusione o rottura del disco. In queste condizioni, durante le normali attività quotidiane, come la flessione e l'estensione del collo, il nucleo del disco comprime il rivestimento esterno, che a sua volta esercita una pressione sui nervi spinali, causando dolore.

"Subito dopo i due incidenti, scoprii che era stata programmata una gara inaugurale per l'Ironman del Nord America proprio qui a Madison e non avevo alcuna intenzione di lasciarmela scappare. Mi iscrissi e cercai di allenarmi. Purtroppo, dopo neanche 5 km di corsa il dolore iniziò a essere insopportabile. Riuscivo a nuotare, ma potevo respirare solo dal lato destro poiché l'ampiezza del movimento verso sinistra era notevolmente limitata.

Andare in bici era fuori discussione: non potevo adottare la posizione cervicale necessaria per utilizzare i manubri delle bici da corsa. Ma non mi interessava, mi ero iscritta all'Ironman e non avrei mai accettato che nel referto di gara comparisse che non avevo né iniziato né portato a termine la competizione. Perciò, nel settembre del 2002 presi parte all'Ironman senza essermi allenata e con un'erniazione completa dei dischi C6-C7. Non fu una bella esperienza", afferma Stacey.

"Per quanto riguarda il trattamento, mi ero sottoposta a fisioterapia, a diversi massaggi, prendevo farmaci come paracetamolo e ibuprofene e a volte ricorrevo a iniezioni di lidocaina nei muscoli della parte superiore sinistra del collo. Il dolore era intenso. Alcune mattine avevo paura di non riuscire neanche ad alzare la testa dal cuscino e i primi passi della giornata erano sempre instabili. Mi ero abituata al mal di testa persistente, perché non c'era verso di farlo passare con i farmaci da banco".

Verso la guarigione

"Nell'aprile del 2003, decisi di ricorrere alla chirurgia per il trattamento della mia ernia del disco. Scelsi di prendere parte a uno studio clinico sulla sostituzione discale artificiale e mi fu impiantato il disco cervicale. L'intervento fu realizzato dal Dr. Thomas Zdeblick dell'ospedale dell'Università del Wisconsin.

Dopo essermi sottoposta all'intervento di sostituzione discale artificiale, ho partecipato a diverse manifestazioni, tra cui l'Ironman in Svizzera. E cosa mi riserva il futuro... chi può saperlo?".

Questa testimonianza riflette un'esperienza personale. Non tutte le persone potrebbero ottenere lo stesso risultato clinico. Ti consigliamo di confrontarti con il tuo specialista di riferimento per considerare tutte le opzioni terapeutiche.

Ultimo aggiornamento: 12 12 2010

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