La storia di Jayne

Vivere con la sindrome urgenza-frequenza

Ambassador Jayne

Non so dire quante volte i medici mi abbiano detto: "Va tutto bene, cara" o "Succede quando si invecchia. Cosa credi?" Ma dover urinare 47 volte in 12 ore, non è normale. E c'è di meglio da fare che girare tutti i bagni pubblici di San Luis Obispo.

Mi chiamo Jayne. Nel 1997, all'età di 53 anni, iniziai a fare i conti con la sindrome urgenza-frequenza. In una giornata tipica, dovevo andare in bagno 47 volte tra le 7 del mattino e le 7 di sera. Arrivai al punto da non contare più le volte che mi alzavo di notte, perché sapevo che mi avrebbe fatto sentire ancora peggio.

Provai diversi farmaci, ma senza alcun risultato. Mi portavo i pannolini e un cambio di abiti ovunque andavo. Finché non fui più in grado di uscire. Il solo lato positivo di trascorrere in casa tutto il tempo è che fui in grado di portare a termine i miei studi rabbinici. Nel 1999, parlai con una donna che, come me, aveva problemi di controllo vescicale e mi consigliò di consultare il suo medico.

Come la neurostimolazione ha aiutato Jayne

Il medico era da poco venuto a conoscenza della neurostimolazione e dopo avermi visitata mi suggerì di provarla. Venti minuti dopo l'inizio della valutazione di prova, sapevo che qualcosa era cambiato. La settimana di prova fu come un soggiorno in paradiso. Me ne separai a malincuore in attesa dell'intervento chirurgico.

La neurostimolazione è come una seconda vita. Ora vado in bagno 6 o 7 volte al giorno e dormo tutta la notte. È fantastico stare in compagnia dei miei figli e dei miei nipoti e poter far parte delle loro vite. Posso andare a fare shopping con loro e assistere alle esibizioni di cheerleader di mia nipote. Nel mio lavoro di rabbino, mi capita spesso di far visita a pazienti terminali — cosa che non avrei mai potuto fare prima. Mi sento più sicura perché non devo più preoccuparmi delle perdite o dei cattivi odori. Se devo tenere una lunga funzione o so di potermi trovare in una situazione stressante, accendo il mio stimolatore e so che andrà tutto per il meglio. La neurostimolazione mi ha cambiato la vita — è fantastico. La consiglierei senza alcun dubbio anche ad altri.

Questa storia racconta l'esperienza di una paziente sottoposta a neurostimolazione per il trattamento della sindrome urgenza-frequenza. Medtronic ha invitato questa persona a condividere il suo caso. Si rammenta che le esperienze riportate sono specifiche del singolo paziente. I risultati possono variare, così come le reazioni. Si consiglia di consultare il proprio medico per stabilire se la neurostimolazione sia la soluzione adatta al proprio caso. Oltre ai rischi comunemente associati a un intervento chirurgico, tra le complicanze legate alla terapia di neuromodulazione rientrano dolore, infezione, sensazione di scossa elettrica, problemi legati al dispositivo, alterazioni indesiderate nella funzione di svuotamento e migrazione dell'elettrocatetere.

Questa testimonianza riflette un'esperienza personale. Non tutte le persone potrebbero ottenere lo stesso risultato clinico. Ti consigliamo di confrontarti con il tuo specialista di riferimento per considerare tutte le opzioni terapeutiche.

Ultimo aggiornamento: 13 12 2010

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