Questa storia racconta l'esperienza di una persona che ha ricevuto la terapia ITB di Medtronic per il trattamento della spasticità grave. Medtronic ha invitato questa persona a condividere il suo caso. Si rammenta che le esperienze riportate sono specifiche del singolo paziente. I risultati possono variare, così come le reazioni.

La storia di Ed

Vivere con la spasticità

Ed, stroke patient

Ed, sopravvissuto a un ictus e in terapia ITB con una pompa Medtronic.

Nel 2000, Ed fu colpito da un ictus emorragico provocato da un'emorragia intracranica dovuta a malformazioni arterovenose (MAV), ovvero masse di vasi sanguigni anomali. La condizione venne trattata e la guarigione procedeva bene, finché una mattina del gennaio 2003 un coagulo di sangue proveniente dal cuore raggiunse il cervello, causando un ictus ischemico e una grave debolezza del lato sinistro. Ed aveva difficoltà a vestirsi e sapeva di aver bisogno di aiuto immediatamente.

Dopo un mese in ospedale, venne trasferito in un centro di riabilitazione dove fu sottoposto a fisioterapia e terapia occupazionale intensive prima di tornare a casa.

"La spasticità rimase ed era estremamente dolorosa", ricorda Ed. "Era come avere un crampo costante. Ero in grado di camminare, ma la spasticità influenzava la mia andatura".

Primi trattamenti

Ed si sottopose a terapia infiltrativa per la spasticità al braccio, ma nell'arco di 90-120 giorni gli effetti andarono scemando. Quando il medico gli suggerì la terapia ITB di Medtronic con una pompa impiantabile, Ed accettò il consiglio.

Come la terapia ITB ha aiutato Ed

La terapia ITB utilizza una pompa programmabile posizionata nell'addome, appena sottopelle. La pompa è collegata a un catetere sottile e flessibile che eroga il farmaco antispastico in forma liquida direttamente nell'area dove il liquido cerebrospinale scorre attorno al midollo, detta spazio intratecale.

Prima di farsi impiantare la pompa, Ed dovette sottoporsi a un test di screening per capire se la terapia ITB avrebbe alleviato i sintomi.

"Durante il test di screening, il mio piede sinistro aderiva completamente al pavimento per la prima volta da quando ebbi l'ictus", dichiara Ed. "Avendo una maggiore superficie di appoggio, potevo caricare più peso sulla gamba e avere una maggiore stabilità. Il cambiamento — in meglio — della mia andatura era evidente". Ed si sottopose all'impianto chirurgico della pompa nel 2004.

Rischi della procedura

Ed non sperimentò alcuna complicanza dovuta all'intervento chirurgico. Tuttavia, alcuni soggetti possono sperimentare complicanze chirurgiche, effetti collaterali associati al farmaco, o entrambi. Come qualsiasi altra procedura chirurgica, anche la terapia ITB presenta dei rischi. Tra questi rientrano meningite, perdita di liquido cerebrospinale, infezione, paralisi, mal di testa, gonfiore, sanguinamento ed ecchimosi. Gli effetti collaterali associati al farmaco includono flaccidità muscolare, sonnolenza, nausea/vomito, mal di testa e vertigini.

“I suoi movimenti sono più liberi con la pompa”

La spasticità di Ed è ancora presente, ma in forma significativamente ridotta. Si sente più sicuro sulle sue gambe e più tranquillo di dover passare del tempo da solo mentre sua moglie Andrea, che si prende cura di lui, lavora.

"Ed ha più energia e i suoi movimenti sono più liberi con la pompa", confida Andrea. "Vado al lavoro più serena sapendo che è a suo agio a restare a casa da solo".

Ed attribuisce alla pompa anche i miglioramenti registrati nella fisioterapia. "Grazie alla riduzione della spasticità resa possibile dalla terapia ITB, riesco a distendermi meglio e i miei movimenti sono più ampi. Spero di ottenere una maggiore abilità col tempo".

Questa testimonianza riflette un'esperienza personale. Non tutte le persone potrebbero ottenere lo stesso risultato clinico. Ti consigliamo di confrontarti con il tuo specialista di riferimento per considerare tutte le opzioni terapeutiche.

Ultimo aggiornamento: 25 10 2010

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