Gli interventi di cifoplastica con palloncino o di fusione spinale sono metodiche impiegate per il trattamento chirurgico delle fratture vertebrali. La consapevolezza di ciò che accadrà durante le fasi di un intervento di cifoplastica con palloncino o di fusione spinale consentirà al paziente di affrontare la chirurgia spinale con maggiore tranquillità e sicurezza.
La cifoplastica con palloncino è un intervento minimamente invasivo volto a riparare le fratture vertebrali. Questo intervento richiede un'ora circa di tempo per ciascun livello fratturato trattato. La metodica si avvale di palloncini ortopedici, appositamente progettati per rialzare il corpo vertebrale, e di cemento osseo. La vertebra fratturata viene in tal modo riparata creando una sorta di "ingessatura interna". In base allo stato di salute del paziente, l'ospedalizzazione può essere o non essere necessaria.
Nella maggioranza dei pazienti trattati con cifoplastica con palloncino, si riscontra una riduzione del dolore e un incremento della mobilità nell'immediato post-operatorio.
Anche la cifoplastica con palloncino, come tutti gli interventi chirurgici, non è esente da complicanze, a volte anche gravi. Tuttavia, si è rilevato che i pazienti per cui è stato possibile ristabilire l'altezza del corpo vertebrale fratturato e ripristinare la corretta biomeccanica della colonna traggono grandi benefici.1 Pertanto, si consiglia fortemente di discutere con il proprio medico dei rischi e dei benefici associati alla cifoplastica con palloncino.
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La fusione spinale è un intervento chirurgico impiegato per il trattamento delle fratture vertebrali. Utilizzando innesti ossei e strumenti, quali piastre metalliche e viti, questa procedura consente di fondere o di creare un legame tra due o più vertebre adiacenti. Questo intervento è volto a stabilizzare la colonna vertebrale e ad alleviare il dolore provocato dalla frattura vertebrale.
I diversi tipi di fusione spinale si riferiscono all'area della colonna vertebrale coinvolta e al differente accesso alla colonna per l'esecuzione dell'intervento. Un approccio minimamente invasivo consente di preservare le funzioni muscolari e vascolari circostanti e di ridurre al minimo la formazione di tessuto cicatriziale2,3.
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