La storia di Milton 

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Milton

Sintomi sfuggenti

Milton, oggi ottantenne, si distingue per la sua positività, ma non dimentica che ci sono stati momenti difficili. A 62 anni Milton cominciò a manifestare episodi di battito cardiaco rallentato (bradicardia). “Quando accadeva mi sentivo debole e spossato, come in stato confusionale.”

Nei giorni seguenti ciascun episodio, Milton si recava alla clinica con la speranza che qualcuno potesse spiegargli che cosa stava accadendo. Ma con il passare del tempo la sua frequenza cardiaca tornava alla normalità facendo sì che al momento della visita ogni indizio su ciò che poteva avere causato i sintomi fosse svanito. Alla fine gli fu detto di andare immediatamente in ospedale nel momento in cui i sintomi fossero ricomparsi affinché i medici potessero eseguire i test necessari durante il verificarsi dell'episodio anziché al suo termine.

Una settimana più tardi, Milton, docente di storia in una scuola superiore da 26 anni, stava facendo lezione quando avvertì l'insorgere dei sintomi. Dopo essersi fatto sostituire da un collega, chiamò la moglie Rhoda perché lo accompagnasse subito in ospedale. Qui, i dottori riuscirono a registrare l'anomalo rallentamento del battito cardiaco di Milton e gli diagnosticarono un problema di bradicardia. Ulteriori esami rivelarono che la bradicardia di Milton era causata dalla sindrome del seno malato, condizione in cui il nodo del seno cardiaco (il pacemaker naturale del cuore) non è in grado di innescare un battito cardiaco o di accelerare la frequenza cardiaca quando necessario.

Milton rimase sorpreso dalla diagnosi: “Faccio attività fisica e seguo una dieta sana; stentavo a credere di avere un problema di cuore”.

La frequenza cardiaca di Milton fu riportata alla normalità con un pacemaker esterno, ma il cardiologo raccomandò l'impianto di un dispositivo il più presto possibile, poiché ciò avrebbe protetto Milton da futuri episodi di bradicardia. Il giorno successivo Milton ricevette il suo primo pacemaker Medtronic.

“Eravamo felici che esistesse una soluzione, eppure l'idea un po' ci spaventava. Non sapevamo che cosa avrei potuto o non avrei più potuto fare dopo l'intervento.”

Una vita migliore con il pacemaker

Il primo anno dopo l'intervento di impianto, Milton era estremamente preoccupato per la sua salute e per come gestire questa nuova vita con un pacemaker. Si tenne impegnato cominciando a studiare legge a un'età in cui la maggior parte della gente va in pensione.

Tuttavia, una vita così inattiva non poteva che diventare frustrante per una persona che per tanti anni si era dedicata alla corsa, e alla fine Milton decise che non sarebbe più rimasto seduto a guardare.

“Non avevo realmente capito la situazione né il fatto che un pacemaker serve ad aiutare il cuore a battere alla giusta velocità.”

Milton riprese l'attività fisica gradualmente, organizzando

un piano di esercizio annuale basato sul controllo del peso e sulla corsa. Alla fine dell'anno, Milton era riuscito a migliorare la propria forma fisica e a ridurre l'assunzione di farmaci. Rinvigorito dalla ritrovata salute, Milton continuò ad allenarsi e, all'età di 71 anni, si iscrisse al suo primo evento podistico Senior Olympics. Da allora non ha più smesso di partecipare a competizioni, collezionando una schiera di premi, comprese diverse medaglie d'oro in occasione dei vari Senior World Olympics.

Un'invidiabile terza età

Ma soprattutto, grazie al pacemaker, Milton ha scoperto la vita oltre la cardiopatia. Nel corso degli ultimi 25 anni Milton ha ricevuto tre diversi pacemaker. Da più di sessant'anni vive felicemente con la moglie Rhoda, i loro tre figli e i nipoti, che Milton è lieto di potersi godere da quando si è sottoposto all'impianto del primo dispositivo cardiaco.

“Sono riconoscente alla Medtronic per avere sviluppato questo pacemaker. Se non lo avessero fatto probabilmente io non sarei qui oggi.” I risultati possono variare da soggetto a soggetto ed è necessario consultare un medico per discutere i rischi e i benefici di una terapia con pacemaker.

Milton cerca di vivere appieno ogni giorno. “La mia positività e questo pacemaker mi permettono di godermi un'invidiabile terza età.”

Questa testimonianza riflette un'esperienza personale. Non tutte le persone potrebbero ottenere lo stesso risultato clinico. Ti consigliamo di confrontarti con il tuo specialista di riferimento per considerare tutte le opzioni terapeutiche.

Ultimo aggiornamento: 16 11 2010

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