La storia di Bailey 

Scoperta prenatale

Bailey

Bailey

Bailey oggi ha 22 anni e si può dire che vive da sempre con un pacemaker. “Avevo solo quattro mesi quando mi fu impiantato il mio primo pacemaker”, racconta. “Il mio cuore non avrebbe potuto funzionare senza; è parte di me.”

La madre di Bailey, Margaret, era alla ventottesima settimana quando un'ecografia rivelò che il cuore della bambina era più grosso del normale e presentava un difetto strutturale definito "atrio comune". Il cuore è normalmente suddiviso in quattro camere. Le due camere superiori sono chiamate atri e ricevono il sangue che torna al cuore. Le due camere inferiori sono dette ventricoli. Con un atrio comune, il cuore possiede un'unica camera superiore anziché due, situazione che compromette il corretto funzionamento dell'organo.

È facile immaginare la profonda preoccupazione dei genitori di Bailey. Essendo un tecnico ECG presso un istituto cardiologico d'avanguardia, Margaret sapeva bene che per la sua bambina c'erano grandi speranze, eppure "ogni certezza svanisce quando si tratta del tuo bambino. Ci si ritrova in una condizione in cui l'unica possibilità sembra essere quella di mettersi nelle mani di Dio e dei medici".

Parto in emergenza

Tre settimane prima del termine previsto per la gravidanza, la frequenza cardiaca di Bailey incominciò a scendere precipitosamente, un indizio di sofferenza fetale che indusse lo specialista in diagnosi prenatale a raccomandare l'induzione del parto immediata.

Il parto procedette senza complicazioni, ma Bailey nacque con un'insufficienza cardiaca congestizia che rese necessario trasferire immediatamente la bambina nel reparto di terapia intensiva per sottoporla a un trattamento di supporto vitale. Qui rimase per una settimana, fino a che i medici ritennero che le sue condizioni fossero abbastanza stabili da consentire la dimissione della paziente.

Nei mesi che seguirono i medici informarono i genitori di Bailey cerca la necessità di eseguire un intervento di chirurgia correttiva per creare una quarta camera cardiaca che consentisse al cuore della bambina di funzionare in maniera corretta. Il cardiologo suggerì anche l'impianto di un pacemaker per correggere la frequenza cardiaca irregolare, indizio di un problema a carico del sistema elettrico del cuore. Il cardiologo raccomandò tuttavia di attendere tre o quattro mesi per dare a Bailey il tempo di crescere e di aumentare di peso, poiché ciò le avrebbe consentito di reagire meglio all'intervento e all'impianto del pacemaker, se necessario.

I genitori di Bailey portarono la bambina a casa in uno stato di grande trepidazione. La accudirono con ogni premura e fu un immenso sollievo per loro quando, all'età di quattro mesi, i medici riuscirono a realizzare una parete che separasse l'atrio comune in due camere distinte. Successivi esami evidenziarono la necessità di un pacemaker giacché il sistema elettrico del cuore di Bailey era danneggiato. L'organo non sarebbe stato in grado di comandare alle quattro camere di contrarsi o di battere come necessario per mantenere un'adeguata frequenza cardiaca. Una settimana più tardi, a Bailey fu impiantato il suo primo pacemaker Medtronic.

Da allora Bailey ha vissuto una vita praticamente normale. “Le persone stentano a credere che ho un pacemaker per via della mia giovane età e perché, nella maggior parte dei casi, mi hanno vista partecipare a competizioni di triathlon, giocare a softball o fare escursionismo. Rimangono sempre tutti sbalorditi dal fatto che si possa avere un dispositivo cardiaco e, ciononostante, continuare a condurre una vita attiva.”

Per Bailey, avere un pacemaker ha significato poter partecipare a numerose attività, ad esempio poter correre, giocare a tennis e competere a bowling. Negli anni di scuola ha persino fatto parte della banda.

“Sono sempre stata in grado di fare tutto ciò che facevano i miei amici; avere un pacemaker non è mai stato un problema.”

Bailey si è laureata in storia e ora studia per diventare assistente di studio legale, ma lavora anche part-time come tecnico ECG proprio nell'istituto in cui la sua cardiopatia fu scoperta.

Questa sua occupazione l'ha portata a incontrare molti altri giovani a cui i medici hanno consigliato l'impianto di un dispositivo cardiaco. “A queste persone spiego sempre che un dispositivo cardiaco non sarà necessariamente un ostacolo.” Per Bailey, in effetti, il fatto di avere un pacemaker ha significato una possibilità in più di avere una vita attiva e di fare esperienze. I risultati possono variare da soggetto a soggetto ed è necessario consultare un medico per discutere i rischi e i benefici di una terapia con pacemaker.

Per i genitori di Bailey, questo piccolo dispositivo ha offerto alla loro bambina la possibilità di vivere una vita piena. “È stato meraviglioso vederla crescere e diventare la ragazza che è oggi. Ci riteniamo davvero fortunati.”

Questa testimonianza riflette un'esperienza personale. Non tutte le persone potrebbero ottenere lo stesso risultato clinico. Ti consigliamo di confrontarti con il tuo specialista di riferimento per considerare tutte le opzioni terapeutiche.

Ultimo aggiornamento: 16 11 2010

Section Navigation

Approfondimenti

Contatti

Medtronic Italia S.p.A.
Medtronic
Via Varesina 162
20156 Milano
Italia
work Tel. +39 02 24137.1
work Fax +39 02 24138.1
Italy